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Garanzie reali e garanzie personali

Quando si chiede un finanziamento, l’istituto di credito o la finanziaria possono chiedere delle garanzie al cliente. Queste si dividono in garanzie reali e in garanzie personali.

Garanzie reali e garanzie personali

Nella categoria delle garanzie reali troviamo il pegno e l’ipoteca. Il pegno è un “diritto reale di garanzia costituito su beni mobili del debitore o di un terzo a garanzia dell’obbligazione del debitore”. Il pegno nell’ordinamento italiano è regolato dagli articoli 2784 e seguenti del Codice Civile. Esso si istituisce per contratto e può avere per oggetto beni mobili, crediti, diritti aventi per oggetto beni mobili. Il contratto di pegno è un contratto reale in quanto si perfeziona con la consegna del bene oggetto della garanzia. In parole semplici, con il pegno la proprietà rimane nelle mani del debitore ma il possesso passa nelle mani del creditore.

La nota di pegno (o warrant) è un atto che costituisce in pegno i beni in esso descritti, in modo tale da ottenere dagli istituti di credito accrediti o anticipi sul valore dei beni depositati presso i Magazzini Generali o altri enti analoghi.

L’ipoteca, invece, è “un diritto reale di garanzia su beni immobili o mobili registrati” regolato dagli articoli 2808 e seguenti del Codice Civile. Si differenzia dal pegno in quanto gli oggetti possono essere beni immobili, diritti reali minori sugli immobili, rendite dello Stato, beni mobili iscritti in pubblici registri, come autoveicoli, aerei, navi. Un altro aspetto di difformità è dato dalla sua costituzione: l’istituzione dell’ipoteca richiede, infatti, una speciale formalità, ovvero l’iscrizione nei pubblici registri.

L’ipoteca rappresenta la garanzia che permette all’ente erogatore di recuperare il proprio credito mediante il diritto di prelazione, ovvero l’espropriazione e la vendita del bene, in caso di inadempimento contrattuale e, quindi, di mancata restituzione del denaro da parte del cliente. L’ente finanziatore ha inoltre la precedenza rispetto ad altri eventuali creditori. L’ipoteca non implica la perdita del possesso, da parte del debitore-proprietario del bene oggetto della garanzia. Il godimento rimane, quindi, nelle mani del proprietario (debitore). In questo caso, in altre parole, proprietà e possesso coincidono.

Solitamente l’ente finanziatore richiede un’ipoteca di primo grado sull’immobile (che quindi non deve essere gravato da non altre ipoteche precedentemente iscritte e non cancellate) per erogare il mutuo. Il diritto di ipoteca rimane legato l’immobile anche se questo viene venduto dal debitore a terzi. L’ipoteca risulta valida solo se è stata registrata presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari, consultabile presso il Comune dove è collocato l’immobile; ha una durata legale pari a venti anni e contempla l’eventualità sia di rinnovo, nel caso di mancata estinzione, che di cancellazione, in caso di estinzione anticipata.

Per quanto riguarda le garanzie personali, parliamo della fideiussione, regolata dal Codice Civile con gli articoli 1936 e seguenti. La legge dice che “è fideiussore colui che, obbligandosi personalmente verso il creditore, garantisce l’adempimento di un’obbligazione”. Oltre che per la concessione di mutui e per l’erogazione del credito al consumo, la fideiussione può essere richiesta anche per garantire fidi e altre forme di finanziamento a società ed imprese. Risulta piuttosto comune, infatti, che l’istituto di credito richieda la fideiussione personale dei soci e degli amministratori delle società che decide di finanziare.

È giusto sottolineare che la fideiussione deve indicare, a rischio di nullità, l’importo massimo che può essere domandato al fideiussore il quale, inoltre, può recedere in qualunque momento (questa possibilità non è concessa a chi garantisce il rimborso di mutui e di prestiti di importo prestabilito): anche in caso di recesso (da comunicarsi tramite lettera raccomandata all’ente finanziatore) il fideiussore risponde dei debiti del soggetto garantito in essere alla data del recesso. L’istituto di credito non potrà quindi rivolgersi al fideiussore per debiti contratti dal soggetto garantito dopo il recesso.

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