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Affittopoli Reggia di Caserta: 3 euro al mese di canone

Lo scandalo affittopoli vive un nuovo capitolo. Dopo Roma, è ora la volta della Reggia di Caserta. Per vivere nella famosa residenza nonché museo italiano, inserita dal 1997 nella «World Heritage List» dell’Unesco, era richiesto un affitto di “ben” tre euro mensili.

Reggia-di-Caserta

Quindici inquilini della Reggia di Caserta, ex dipendenti in pensione o congiunti di ex dipendenti deceduti, versavano un canone d’affitto che andava da 3 a 145 euro al mese. Tutto questo per vivere in case molto prestigiose immerse in una location da sogno. Come se non bastasse questo, usufruivano dei parcheggi interni alla Reggia e i consumi idrici erano completamente coperti dalla Soprintendenza.

Le Fiamme Gialle di Caserta, su indicazione della Procura della Corte dei Conti della Campania, hanno quindi ravvisato un danno all’Erario pari a 1,2 milioni di euro e notificato quattro inviti a rispondere alla soprintendente dal 2009 al 2014 Paola Raffaella David (556.556 mila euro), al responsabile Demanio per la provincia di Caserta dal 2006 al 2011 Gaudioso Pellegrino (300 mila euro), al direttore della filiale Campania del Demanio dal 2008 al 2010 Roberto Di Giannantonio (150 mila euro), al direttore della filiale Campania del Demanio dal 2006 al 2008 Cesare Sarchiapone (150 mila euro). A tutti vengono concessi trenta giorni al fine di inviare alla Procura le loro deduzioni.

Ad oggi due inquilini hanno già lasciato liberi gli alloggi. Tutti gli altri dovranno farlo prossimamente. Il nuovo direttore, Mauro Felicori, ha concesso loro al massimo tre mesi di tempo per procedere; in caso contrario verrà richiesto l’intervento della forza pubblica. Il danno erariale si riferisce agli anni 2006-2011, periodo per il quale i crediti sono prescritti e quindi non più esigibili. Al fine di scongiurare nuovi danni, la Sovrintendenza ha la facoltà di richiedere i canoni a partire dal 2012, dopo averli adeguatamente uniformati al corretto valore di mercato.

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