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Canone Rai: online l’autocertificazione

Da quest’anno il Canone Rai avrà un ammontare di 100 euro e sarà inserito nella bolletta elettrica a partire dal prossimo luglio. I dubbi e le incertezze relativi a questo provvedimento sono tanti, soprattutto in merito alle sanzioni e alle esenzioni. Vediamo oggi come si può autocertificare il mancato possesso della TV.

Rai

Tutti i titolari di un contratto di fornitura di energia elettrica per uso domestico residenziale che non possiedono un apparecchio televisivo sono esentati dal pagamento del Canone Rai. Per comunicare questa condizione è necessario compilare una dichiarazione sostitutiva che è reperibile online a partire dal 4 aprile sui siti web dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.it (tramite le credenziali Fisconline o Entratel), del Ministero dell’Economia e delle Finanze, www.finanze.it, e della Rai, www.canone.rai.it. Qualora non si potesse trasmettere il modulo telematicamente, si può inviare lo stesso, congiuntamente alla fotocopia di un documento d’identità valido, tramite plico raccomandato a: Agenzia delle Entrate Ufficio di Torino 1, S.A.T. – Sportello abbonamenti tv – Casella Postale 22 – 10121 Torino.

Per avere effetto sull’intero Canone dell’anno corrente, la comunicazione deve essere inviata per raccomandata entro il 30 aprile, o telematicamente entro il 10 maggio. Qualora invece il modello fosse presentato tramite raccomandata tra il primo maggio 2016 e il 30 giugno 2016, o online dall’11 maggio al 30 giugno 2016, l’esenzione scatterebbe solo per il semestre luglio-dicembre di quest’anno. Se presentate dopo tale data e fino al 31 gennaio 2017, le comunicazioni avranno effetto sul canone 2017. Il modulo deve essere poi ripresentato ogni anno. Lo stesso può essere utilizzato anche dall’erede per quanto attiene all’utenza elettrica transitoriamente intestata ad un congiunto deceduto.

Il mancato pagamento del Canone Rai comporta una sanzione pesante, pari a 5 volte il costo dello stesso canone (e quindi 100 euro x 5). E non è tutto. Segnaliamo infatti che la dichiarazione non corrispondente al vero comporta delle sanzioni anche penali: condanna da 8 mesi a 4 anni di carcere, così come previsto dall’articolo 482 del Codice Penale in merito alla falsità materiale commessa da privato.

Autore: Marco Bruzzone

26 anni, diplomato all'istituto tecnico industriale (indirizzo informatico) di Genova, si appassiona fin da subito al mondo della tecnologia e di internet. A Novembre 2015 fonda il sito StreetPost.it dove attualmente collabora come web master e copywriter.

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